Roma - “Try
and Stop Us for Children” è un importante progetto collaterale alla
Coppa del Mondo Femminile ideato alcuni mesi fa dalla scuola francese
"Maurice Boyau" e adottato da
World Rugby in vista della Rugby World Cup Femminile in programma il
prossimo autunno in Nuova Zelanda.
Il progetto era rivolto agli studenti delle scuole elementari, e
prevedeva di individuare una “piccola” Nazionale in rappresentanza di
ciascuno dei 12 Paesi qualificati al Torneo, secondo il motto “One
Country, One School”.
Obiettivo del progetto, favorire la reciproca conoscenza tra le scuole coinvolte dal punto di vista culturale e sportivo, focalizzando in maniera particolare le attività sul tema della parità di genere e del superamento delle difficoltà, individuando una testimonial prestigiosa che divenisse la “portavoce” del proprio Paese e lavorando tutti assieme alla costruzione di documenti e prodotti audio/video,in lingua inglese, che facilitassero i bambini di tutto il mondo a seguire al meglio la Coppa del Mondo, secondo il principio base di World Rugby “Let’s stay united, let’s stay rugby”.
Dopo un attento processo di ricerca da parte di FIR tra le realtà scolastiche nazionali di comprovata esperienza rugbyistica, a rappresentare l’Italia è stata scelta una scuola elementare di Ravenna, la scuola primaria “Augusto Torre”. Un risultato non casuale, in quanto già da tempo la scuola, grazie all’infaticabile ed appassionato lavoro della maestra Marianna Dall’Ara (rugbista nel dna) aveva fatto del rugby non solo un’attività sportiva ben codificata, creando un Ente Scolastico Tutorato affiliato alla FIR (la "Torre Rugby”) ma inserendo nelle ore di insegnamento, attraverso il rugby, un sacco di elementi educativi sui temi inclusivi, di parità di genere, di educazione alla salute e linguistici. Un percorso educativo d'Istituto, in collaborazione con gli Insegnanti, con il Ravenna Rugby (Club Tutor), con la Franchigia Romagna RFC e con il Comitato Regionale Emilia-Romagna della Federazione.
Un progetto che, grazie anche allo sforzo per mantenerlo sempre gratuito, ha consentito a decine e decine di studentesse e studenti di crescere respirando i valori del rugby fino renderli parte del proprio bagaglio di apprendimento, applicandoli sia nel percorso scolastico, sia nella vita di tutti i giorni.
Visionata la "candidatura" proposta dalla FIR, anche World Rugby non ha avuto dubbi: l’Italia aveva la sua “Nazionale”, e le maglie azzurre sarebbero state virtualmente consegnate alla classe III A della “Augusto Torre” di Ravenna.
Il
team, composto da 20 “azzurrini”, 13 ragazzi e 7 ragazze seguiti da uno
staff di 5 maestre, si è messo subito all'opera per seguire i vari step
del progetto, ed ha elaborato la propria presentazione,
che ha riscosso un riscontro positivo immediato per la sua capacità di
spaziare dall’esperienza quotidiana al grande Rugby della Nazionale
legando il tutto con un forte senso di appartenenza alla città e al
territorio.
La Federazione Italiana Rugby ha fattivamente supportato il progetto,
coinvolgendo grazie alla Responsabile per il Rugby Femminile Maria
Cristina Tonna le atlete e lo staff della Nazionale Femminile
qualificatasi alla World Cup dopo aver vinto un durissimo
girone di qualificazione con Spagna, Scozia e Irlanda. A sostenere il
progetto, anche l'Ufficio Educazione Fisica dell'Ambito Territoriale di
Ravenna, il Comitato Regionale dell’Emilia-Romagna ed il CONI
provinciale.
Ora la III A sta proseguendo nel confronto e nella condivisione di video
e materiali con le altre 11 squadre sparse in tutto il mondo, come ci
spiega Marianna Dall’Ara, coordinatrice del progetto: “In questo
momento storico, caratterizzato per la scuola da
obblighi di distanziamento e ridotte possibilità di esperienze con il
mondo esterno, un progetto che supera le barriere fisiche e
linguistiche, avvicinando bambini di tutti i continenti secondo i
principi rugbistici dell'avanzamento e del sostegno, ma che
soprattutto allena al superamento dei preconcetti su temi fondamentali
del nostro tempo, ci è sembrato una grande opportunità ed una risorsa
preziosa su cui lavorare insieme, bambini, maestre e Club coinvolti”,
spiega l’insegnante ravennate. “E poi c’è anche
l’aspetto “fisico” del progetto, svolto presso le strutture dell’Isonzo
Field: dopo tanti mesi di attività motoria, anche divertente, ma
distanziata, fare di nuovo un’esperienza di squadra tra compagni di
classe, riscoprendo l’erba, il terreno, il contatto
"epidermico" tra ragazze e ragazzi e con gli allenatori e le
allenatrici del Ravenna Rugby, è stata per i nostri "Azzurrini"
un'emozione che non dimenticheranno facilmente, così come molto ha
decisamente colpito nel segno la scoperta delle figure femminili
i bambini hanno “scoperto“ durante il percorso, la pioniera del
ciclismo femminile italiano Alfonsina Strada e la pluricampionessa
paralimpica di scherma Bebe Vio”.
“L’attività proseguirà nei prossimi mesi con altri elaborati video di
allenamenti da condividere tra le scuole, ed altre attività di
avvicinamento alla Rugby World Cup Femminile. Chissà, forse riusciremo
anche a realizzare incontri e scambi in presenza tra
le "piccole" Nazionali delle diverse scuole, come accadeva prima della
pandemia, con il Progetto Comenius, seguito proprio dalla collega di
Lingua Inglese Chiara Ferronato. Alla Federazione Italiana Rugby, che
tramite la Consigliera Francesca Gallina ci ha
proposto e sostenuto in questo bellissimo progetto, e a tutti coloro
che ci hanno fin qui accompagnato in questo percorso, va nel frattempo
il più grande ringraziamento da parte di tutti noi, con l’obiettivo di
impegnarci al massimo per onorare la responsabilità
di rappresentare, nel nostro piccolo, il nostro Paese”.
Ai link di seguito alcuni dei materiali elaborati dalla III A per il progetto:
https://tryandstopusrwc2021.
https://tryandstopusrwc2021.
https://tryandstopusrwc2021.

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